
Si è difeso sostenendo che l'accensione delle torce fumogene nella curva del Milan rappresentava una protesta spontanea per l'andamento della squadra, Federico Pablo Zinguerenke, uno dei sette arrestati nell'ambito dell'inchiesta su presunte estorsioni subite dalla società rossonera.Zinguerenke, interrogato oggi in carcere dal gip Federica Centonze, che ha disposto il suo arresto, avrebbe detto di non essere organico ai'Guerrieri' il gruppo di ultras che, secondo l'accusa, avrebbe mirato a ottenere l'egemonia in curva per gestire gli affari ruotanti intorno a biglietti e merchandising. Essendo una vecchia conoscenza della curva, conosceva ovviamente anche i componenti dei Guerrieri ma ha detto di non sapere nulla di possibili ricatti nei confronti della società e di ritenere che l'accensione di torce fosse una forma di protesta spontanea nei confronti del Milan. Il suo legale, Bruno D'Agostino, ha depositato un ricorso al tribunale del Riesame e ne presenterà un altro davanti al gip per ottenere la libertà del suo assistito, dal momento che la principale esigenza di custodia cautelare, rappresentata dal pericolo di reiterazione del reato, è venuto meno perchè la stagione calcistica è di fatto finita. «Per tutti gli arrestati - ha commentato l'avvocato - ieri è stata una brutta serata. Hanno visto la vittoria della loro squadra dalla televisione del carcere». Oggi sono previsti gli interrogatori di altri tre ultras che si trovano in carcere: Giancarlo Lombardi, detto Sandokan, ritenuto il leader dei Guerrieri, Claudio Tieri, considerato la sua longa manus e un altro tifoso, Mario Diana.


Nessun commento:
Posta un commento